Pietro Broggini PDF Stampa E-mail

Nel contesto dell'evento "Amore Vero in un Mondo di Luce" e' stata inaugurata la mostra "Skylines over me - Uno sguardo verso la luce" di Pietro Broggini, curata da Arsprima ed introdotta con la lettura del testo predisposto dalla Presidente Cristina Gilda Artese:
In un’intervista rilasciata da Pietro Broggini emerge molto chiara la correlazione tra mutazione del luogo e evoluzione degli stati d’animo.
Lo spazio, il contesto, non sono altro che metafora per l’artista dell’anima dell’uomo e delle sue trasformazioni.
Lo spazio diventa in qualche modo simbolo, uno specchio riflesso dell’anima stessa dell’artista.

Nella serie “Cercando la mia ombra”,l’artista esegue una serie di autoscatti in notturno in una zona industriale di Francoforte in un contesto di totale assenza di vita, ed attraverso il tempo di posa ottiene degli effetti di apparizione e sparizione del proprio profilo.

Il risultato è quello di ricercare e dimostrare la presenza anche nell’ assenza, poiché tutti noi, vorrebbe dirci l’artista lasciamo comunque dei segni nel nostro- anche qualora fosse fugace- passaggio in un luogo.

Tutti noi siamo un po’ anime viaggianti.

Ci si può incrociare, sfiorare, urtare senza conoscerci né riconoscerci ed in questo anonimato ci perdiamo e finiamo con il perdere anche una parte di noi stessi.

Eppure il profilo del grattacielo di Broggini che si specchia nel fiume Meno sembra assumere l’aspetto di un volto, quasi a significare che l’uomo è sempre dietro ogni cosa e che quella città altro non è che opera stessa dell’uomo che rimane artefice.

La visione di Broggini,pertanto, sebbene quasi sempre in assenza delle figure umane, è assolutamente antropocentrica.

Nella serie “Industrial flow”, Broggini attraverso un gioco di luci e movimento della macchina, ottiene la completa rarefazione delle forme, sino a raggiungere in sequenza l’immagine di puri fasci di luce colorati e informali.

Luce per l’artista è simbolo di vita; nell’opera The door, la porta è anche fonte di luce, di illuminazione, di accesso ad un viaggio iniziatico.

L’idea è di trasmettere la dimensione di fluidità degli spazi, come se Broggini ne andasse a ricercare l’essenza, il “soffio” vitale .

In questa fluidità è sempre sotteso il passaggio dell’uomo. Anche se gli spazi sono sostanzialmente desolati.

La predilezione dell’atmosfera notturna per questi lavori dedicati alla città non è casuale per l’artista.

A parte consentirgli una maggiore efficacia nella modificazione dei contrasti cromatici, egli stesso in una video intervista ammette che la notte lo induce a pensare ad una dimensione di sogno che rende tutto possibile, e qualsiasi cambiamento egli vada ad effettuare sugli scatti diventa “legittimato”, proprio perché nel sogno tutto è permesso.

La modificazione dello spazio avviene a volte attraverso il meccanismo della specularità.

Tuttavia, Broggini nello speculare l’immagine a volte conserva alcuni elementi ma ne modifica i dettagli; altre volte non sono solo i dettagli, quasi invisibili a primo sguardo, ad essere modificati, ma addirittura appare e disappare una figura umana…

Evento e Mostra dedicati alla figlia Laura Lino.

Si ringrazia la moglie Sig.ra Diana Lino per aver messo a disposizione le opere dell'artista.

 

 

 

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